La mia Storia

Tutto nacque quando trovai un giornale di auto in casa, dimenticato da un parente.

Avevo sette anni. Cominciai a leggere dati, costi e prestazioni. Da quel momento partì in me la voglia insaziabile di conoscere tutti i modelli delle case costruttrici ovviamente poiché essendo piccolo, mi entusiasmavano soprattutto le prestazioni,i cavalli e il costo delle auto. La mia famiglia era completamente estranea a questa mia grande passione, noi avevamo auto comuni come tutti i mortali, nessun tifoso di F1 o rally, ma avevo una asso nella manica che era rappresentato da mio zio Stefano Biondetti il quale,  si presentava a casa mia con auto rombanti: la prima fu una Fiat Uno Turbo, poi passò a una serie di Saab per poi arrivare ad una splendida Porsche 993 ancora in suo possesso. Ricordo ancora il suono del clacson, sono ricordi indelebili.

All’eta di 14 anni andai a lavorare l’estate per potermi comprare un go-kart e andare a correrci in una pista di fronte a casa. Guadagnavo una miseria e in fondo alla stagione i soldi raccolti bastavano forse per comprarmi un telaio senza motore e gomme quindi rinunciai e rimandai tutto alla stagione successiva e così fu. Lavoravo in un tennis preparando e tenendo in ordine  i campi oltre a qualche sporadica lezione come palleggiatore.

 

Lavorai duramente per la mia età ma fui premiato dal fato, trovando per strada un milione e mezzo in contanti. Si, proprio così, un milione e mezzo e a quel tempo erano tanti soldi, fatto sta che dopo due giorni ero in pista a correre con il mio Kart. L’unico ostacolo che trovai oltre ai pochi soldi a disposizione per aumentare il livello di competitività era mio papà che non vedeva di buon occhio questa passione sfrenata e non la condivideva con me. Era triste girarsi in pista e vedere altri ragazzi o bambini che arrivavano con il padre, la madre, vestiti di tutto punto come piloti professionisti, dalle scarpe Sparco al casco di Senna e io da solo con la tuta da ginnastica e il casco del motorino, ma questo non mi fermava anzi mi spronava a far sempre meglio perché un giorno speravo che qualcuno mi fosse venuto a vedere ma così non fu. La mia passione nel documentarmi sui modelli particolari non si fermò mai anche negli anni avvenire, mi tenevo aggiornato con riviste specializzate e con l’avvento di internet tutto diventò più facile, fino ad arrivare all’età della patente e li si apri un mondo:potevo finalmente godere a pieno della mia più grande passione fino ad allora studiata e sognata.

 

Mi regalarono come prima auto una Audi TT 225 cabriolet della quale ricordo ancora la targa BG 757 TA, una “figata” , ero al settimo cielo e non volevo più scendere. Dopo nemmeno un anno volevo qualcosa di più estremo, volevo qualcosa che corresse davvero, che mi trasmettesse una guida più vera, avevo bisogno di risentire il brivido del kart e comprai una Lotus Elise 111S MK2, con cui assaporai per la prima volta una pista vera ed era tutto quello di cui avevo bisogno. Cambiò per sempre il mio modo di vedere e di guidare un’auto, anzi, la consiglio vivamente agli appassionati di guida e a chi non risente di dolori alla schiena. Dopo la 111S arrivò una Audi RS4 B5 accompagnata da una Lotus Elise S1 espressamente dedicata alla pista. Tutta la preparazione venne fatta nel mio garage ad esclusione del motore che rimase originale, ricordo bene il rettilineo del Mugello nella parte finale con cambio corto arrivavo a 185 km/h mentre una Gt3 mi passava comodamente a 260/270 km/h. Ogni giro quel rettilineo era una penitenza, riprendevo quasi tutti nel corso del tracciato spuntavo dalla Bucine e ogni 200 mt ne perdevo altrettanti dall’auto che mi precedeva. Decisi di salire di grado, feci uno sforzo economico e comprai una Porsche 996 GT3 ovviamente usata e riprovai. 

 

Con la Porsche mi sentivo molto a disagio, sceso dalla Lotus che era molto comunicativa,  che trasmetteva all’ avantreno ogni piccola asperità mi son ritrovato 260 cv in più, un peso maggiore, motore a sbalzo e avantreno scollegato dal mio cervello e dalle mie braccia, è stato un incubo doverla guidare forte. Molti amici che venivano dal mondo Lotus ebbero la mia stessa sensazione. Per me imparare a guidare una Porsche non è stata una passeggiata e non mi ritengo tutt’ora un’amante del suo stile di guida, se pur le amo per le linee dal 356 al 991 tutte indistintamente, le lascio guidare forte agli altri e con estrema ammirazione. Con la GT3 andò piano piano a scemare il desiderio di corse e di preparazioni, anche perché servivano parecchi soldi e non potevo più preparami l’auto nel garage in casa e finì come per incanto la magia di potersela preparare da solo non avendo gli strumenti adatti ne le competenze necessarie per intervenire sulla Porsche. Decisi di vendere i miei giocattoli preferiti e coltivare la mia passione per l’automobile con altre forme che non erano date dal tempo sul giro e dalla mescola della gomma ma bensì dalla storia che ci a portato fino a qui oggi. Iniziai a recuperare nei fienili qualche vecchia vespa, la prima fu un faro basso del 1954 per poi passare alle auto, iniziai con un mercedes Sl 190 del 56, comprato insieme a mio papà che sono riuscito a contagiare con il passare del tempo e diciamo che se esiste la Rossoforte oggi è grazie a lui che ha creduto in me ciecamente.

Passione

Istinto

Tenacia

Sponsor Rosso Forte

Sponsor Rosso Forte

Sponsor Rosso Forte

Sponsor Rosso Forte

Sponsor Rosso Forte

Sponsor Rosso Forte

Sponsor Rosso Forte

Sponsor Rosso Forte

Tel: +39 393 0779181
 

Contattaci

 

 

 

 

QrCode ROSSOFORTE 

Inserisci direttamente il contatto su smartphone/tablet

Iacopo Pelucchini

Qrcode rossoforte

Seguici su Instagram